PRIMA AUDIZIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1552 MODIFICHE ALLA LEGGE 157/92 di:
Coldiretti, Confagricoltura, CIA - Agricoltori italiani e Copagri
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Coldiretti, Confagricoltura, CIA - Agricoltori italiani e Copagri
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Il Consiglio di Stato ha definitivamente intimato alla Regione Lazio di procedere alla conclusione del procedimento
LA SEGRETERIA REGIONALE CONFAVI ED I CIRCOLI TERRITORIALI SONO A DISPOSIZIONE DEI SOCI PER AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI CIRCA LA PROBLEMATICA ESPOSTA.
E' stata così modificata la lettera d) che in precedenza riportava:
d) il componente del consiglio direttivo dell’ATC o un suo congiunto è Presidente di una associazione venatoria, associazione ambientalista, organizzazione professionale agricola;
con la nuova enunciazione:
d) il componente del consiglio direttivo dell’ATC o un suo congiunto è Presidente nazionale, regionale o provinciale di una associazione venatoria, associazione ambientalista, organizzazione professionale agricola.
Prosegue il lavoro di riorganizzazione degli ATC a colpi di DELIBERE....
A QUANDO IL RINNOVO DEL Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale??
Una puntata dedicata all'attività venatoria, allo sport del tiro ed alle tante "fake news" sulla modifica della 157/92.
Molti gli argomenti trattati e le occasioni di approfondimento sulla caccia ma anche di conservazione, gestione e tutela dell'ambiente.
Clicca sull'immagine per ascoltare la puntata.
Recentemente anche l’Autorità nazionale anticorruzione si era già espressa a riguardo nel 2019 chiarendo che: "vi è conflitto di interessi strutturale nelle ipotesi in cui il conferimento di una carica “(…) configuri una situazione di conflitto di interessi non limitata a una tipologia di atti o procedimenti, ma generalizzata e permanente, … in relazione alle posizioni ricoperte e alle funzioni attribuite (…)”.
Procede quindi senza sosta il percorso avviato lo scorso anno della riorganizzazione della "Governance" degli ATC, dapprima con il commissariamento degli organi direttivi e adesso con un chiarimento circa le possibili cause di esclusione alla vita gestionale degli ambiti stessi.
Le situazioni di conflitto di interesse strutturale, anche sopravvenute, che impediscono di ricoprire la carica di componente del Consiglio direttivo, sono quelle in cui:
a) il componente del consiglio direttivo dell’ATC o un suo congiunto è proprietario o ha una partecipazione in una società che è proprietaria di un centro di allevamento organizzato in forma di azienda agricola della fauna selvatica stanziale situata nel medesimo ATC;
b) il componente del consiglio direttivo dell’ATC o un suo congiunto è commissario liquidatore di una società proprietaria di un centro di allevamento organizzato in forma di azienda agricola della fauna selvatica stanziale situata nel medesimo ATC;
c) il componente del consiglio direttivo dell’ATC o un suo congiunto ha esercitato nei due anni precedenti l’incarico di revisore dei conti nel medesimo ATC;
d) il componente del consiglio direttivo dell’ATC o un suo congiunto è Presidente di una associazione venatoria, associazione ambientalista, organizzazione professionale agricola;
e) il componente del consiglio direttivo dell’ATC o un suo congiunto è titolare o ha una partecipazione in una società titolare o è commissario liquidatore di una società titolare di una concessione di una azienda faunistico-venatoria o di una azienda agro-turistico venatoria o di una autorizzazione per la zona addestramento cani;
f) il componente del consiglio direttivo o un suo congiunto (parente o affine entro il secondo grado, il coniuge o parte dell’unione civile o convivente di fatto ai sensi della normativa statale vigente in materia) è titolare o ha una partecipazione in una società o è commissario liquidatore di una società titolare di un centro privato di riproduzione di fauna selvatica.
Il lavoro di riorganizzazione però non è ancora terminato.
Adesso l'esigenza primaria è quella di riorganizzare anche il Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale i cui componenti, da quanto abbiamo appreso da fonti non ufficiali, sembrerebbero DECADUTI da ben 6 mesi......
Buon lavoro Assessore!
"CHI NON SALE NON TEME DI CADERE"
Con decreto del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e su proposta dell’assessore alla Caccia e alla Pesca, Giancarlo Righini, è stato approvato il calendario venatorio regionale e il regolamento per la stagione 2025-2026.
La stagione avrà inizio domenica 21 settembre 2025 e terminerà il 31 gennaio 2026. Per l’intero periodo la caccia è consentita tre giorni a settimana, che il titolare della licenza può scegliere tra quelli di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
Per l’intera stagione venatoria 2025/2026, a ciascun cacciatore è consentito di abbattere complessivamente: non più di cinque capi per ogni specie di: lepre europea e starna; non più di dieci capi della specie moriglione; non più di venti capi per ogni specie di: beccaccia, fagiano; non più di venticinque capi per ogni specie di: beccaccino, canapiglia, codone, frullino, marzaiola, mestolone, quaglia; non più di cinquanta capi per ogni specie di: allodola, alzavola, fischione, folaga e non più di cento capi della specie tordo sassello.
Per la stagione venatoria 2025-2026 l’effettiva fruizione delle giornate di caccia della specie cinghiale nelle “Zone vocate” e nelle “Zone bianche” è modulata nel seguente modo:
Con separato provvedimento verrà regolamentato l’esercizio venatorio per il versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e per l’Isola di Ponza.
Per esercitare la caccia, il cacciatore dovrà essere munito del tesserino venatorio, valido su tutto il territorio nazionale. Mentre, per il prelievo di selezione è previsto uno specifico tesserino ed iscrizione presso l'ADA competente.
DI SEGUITO IL NUIOVO CALENDARIO: (cliccare sull'immagine per ingrandire)
Si è svolto presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati il convegno "Il caso dell'ibis eremita- contrasto ai crimini contro la fauna selvatica...".
Al minuto 3:44:30 l'intervento del Dr. Eugenio Dupré della Direzione generale Tutela della biodiversità del ministero dell’Ambiente che ha evidenziato i momenti chiave di confronto in vista dell'annunciata (ma non ancora ufficializzata) proposta di modifica della Legge 157/92.
A detta del rappresentante del Ministero: “Esco da un mese di trattative per cercare di smussare alcuni passaggi del testo....ed è per questo che la presentazione della riforma è stata rimandata”.
Ascolta l'intervento integrale.
(clicca sull'immagine per rivedere il Convegno)
Presenti all'incontro il presidente regionale Confavi Lazio Gabriele Milani ed il provinciale David Alaimo, oltre ai rappresentanti dei circoli Libera Caccia, FederCaccia, Enalcaccia.
L'incontro ha rappresentato un importante occasione per affrontare una problematica molto sentita da parte della popolazione anche in considerazione della vicinanza dell'area naturale protetta delle "Sughereta", dalla quale escono per raggiungere le aree verdi cittadine alla ricerca di cibo, facilmente reperibile purtroppo dalla presenza di rifiuti abbandonati per strada o dal comportamento inopportuno di cittadini che li foraggiano dimenticando che la fauna selvatica ed in particolare il cinghiale non sono animali da compagnia ma un patrimonio indisponibile dello stato che va conservato e gestito soprattutto affinché la sua presenza non si ritorca contro l'uomo stesso.
Confavi Lazio ha ricordato come gli uffici regionali, con proprie determinazioni, hanno approvato recentemente il Piano di gestione della specie cinghiale proprio nel distretto territoriale di caccia RM2 ove ricade il Comune di Pomezia e sono quindi attuabili le operazioni di prelievo in selezione dei cinghiali nel rispetto delle prescrizioni e delle modalità tecnico operative specificate nelle determine stesse.
Confavi Lazio coglie l'occasione per ringraziare il Sindaco di Pomezia, D.ssa Veronica Felici, per la gentile disponibilità e sensibilità dimostrata al riguardo della tematica affrontata, rendendosi disponibile a collaborare con l'Amministrazione Comunale al fine di giungere ad una positiva risoluzione della problematica.
DI SEGUITO LA SENTENZA DEL TAR LAZIO