CONFAVI NEWS:

PSA, AGGIORNATE LE AREE INFETTE E LE ZONE DI RESTRIZIONE - CALENDARIO VENATORIO REGIONALE 2026-2027. SI PARTE IL 20 SETTEMBRE...MA SENZA TORTORA - ATC RI1 - SENTENZA IN MATERIA DI SOTTRAZIONE DEI FONDI ALL' ATTIVITA' VENATORIA - CAMPAGNA TESSERAMENTO CONFAVI - ACR - CHIAMA IL 3500425398 PER MAGGIORI INFORMAZIONI SULLE NOSTRE POLIZZE ASSICURATIVE PER CACCIA, PESCA, TARTUFI ERBE SPONTANEE E TIRO SPORTIVO - 2019-2023. IN CALO IL CONSENSO VERSO LE ASSOCIAZIONI VENATORIE RICONOSCIUTE - Prossimamente la puntata di caccia dedicata a VALLEMAIO in provincia di Frosinone

28 agosto 2026

RICORSO AL TAR SUL CALENDARIO VENATORIO. I POSSIBILI SCENARI.

Nel diritto amministrativo italiano, la questione della mancata o incompleta notifica del ricorso alle associazioni venatorie riconosciute rappresenta un terreno di scontro procedurale estremamente comune nei contenziosi sui calendari venatori. 

L'articolo 18, comma 4 della Legge n. 157/1992 stabilisce infatti che tali associazioni siano parti necessarie del giudizio (litisconsorti necessari). 
Storicamente e nei casi più recenti, i Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) si sono espressi seguendo tre orientamenti principali:
1. Concessione dell'Integrazione del Contraddittorio (Linea TAR Lazio)
Come accaduto nella recente ordinanza, la maggior parte dei TAR, rilevando il difetto di notifica a una o più associazioni nazionali (o l'invio a indirizzi PEC non ufficiali), sceglie di salvare il ricorso applicando l'art. 44 del Codice del Processo Amministrativo (c.p.a.).
  • La prassi: Il Giudice ordina l'integrazione del contraddittorio. Per ragioni di celerità (visto l'imminente avvio della stagione venatoria a settembre), autorizza quasi sempre la notifica per pubblici proclami tramite pubblicazione sul sito istituzionale della Regione. 
  • L'effetto pratico: La decisione sull'istanza cautelare (la sospensiva del calendario) viene slittata di qualche settimana (nel tuo caso al 2 settembre) per permettere a tutte le associazioni di costituirsi regolarmente.
2. Rigetto per Improcedibilità o Inammissibilità (L'orientamento più severo)
In alcuni passati orientamenti (o qualora i ricorrenti ambientalisti non rispettino al millimetro i termini perentori fissati dal giudice per la rinotifica), i TAR dichiarano il ricorso inammissibile o improcedibile.
  • Se il ricorso non viene notificato tempestivamente ad almeno uno dei controinteressati "necessari" fin dall'inizio, l'errore può essere ritenuto insanabile, portando alla chiusura immediata del processo senza valutarne il merito.
3. La svolta del TAR Veneto: Il rinvio alla Corte Costituzionale
Recentemente si è verificato un precedente significativo proprio su questo specifico cavillo. Il TAR Veneto (Sezione IV, ordinanza del 5 maggio 2026) ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sull'art. 18, comma 4 della l. 157/1992.
  • I giudici veneti hanno ritenuto che l'obbligo di notificare il ricorso a tutte le associazioni venatorie nazionali riconosciute appesantisca irragionevolmente l'azione giudiziaria delle associazioni ambientaliste. Secondo il TAR Veneto, questo automatismo crea un "privilegio" processuale sproporzionato che lede il diritto alla tutela giurisdizionale. La palla è quindi passata alla Corte Costituzionale per stabilire se questa norma sia legittima o vada cancellata.
Cosa succede una volta superato lo scoglio delle notifiche?
Una volta regolarizzato il contraddittorio all'udienza di settembre, i TAR si pronunciano sul merito della sospensiva cautelare, muovendosi generalmente su due fronti:
  • Accoglimento parziale: Spesso i TAR (come accaduto di recente in Veneto o in Sicilia) accolgono parzialmente i ricorsi ambientalisti, sospendendo le parti del calendario che si discostano dai pareri scientifici dell'ISPRA (es. riducendo le giornate di caccia alla fauna migratoria o vietando la preapertura).
  • Rigetto della sospensiva: Altre volte (come nei recenti pronunciamenti del TAR Lombardia), i giudici respingono le richieste ecologiste ritenendo che le Regioni abbiano motivato correttamente le proprie scelte in deroga ai pareri tecnici.

13 agosto 2026

LAZIO, RICORSO AL CALENDARIO VENATORIO. QUANDO L'AMORE PER GLI ANIMALI FA PERDERE LA BUSSOLA (E LA PEC)

Il ricorso contro il Calendario Venatorio del Lazio per la stagione 2026/2026 si sta trasformando in una commedia dell'assurdo che mette a nudo tutte le fragilità del fronte venatorio. Le sigle animaliste e ambientaliste (Leal Odv, Green Impact, Pro Natura e Attivisti Gruppo Randagio) hanno chiesto l'annullamento di tutto: calendari, pareri ISPRA e atti regionali. Fin qui, la solita guerra a colpi di carte bollate. 
Il TAR Lazio ha rinviato tutto al 2 settembre 2026 per un vizio di forma colossale: notifiche inviate a indirizzi PEC errati e...la FIDC, peraltro non citata nel giudizio, ha sollevato l'eccezione di illegittimità per le PEC errate inviate a Libera Caccia, Arcicaccia, Italacaccia ed Enalcaccia.
Viene da chiedersi: ma le AAVV dove stavano guardando? Possibile che in un momento così cruciale per la stagione venatoria, solo la FIDC si sia accorta che stavano notificando atti a indirizzi inesistenti? Questa "strana" solitudine della Federcaccia solleva un interrogativo malizioso: c'è un reale coordinamento tra i cacciatori o la FIDC gioca a fare la prima della classe per cannibalizzare le altre sigle?
Il dubbio diventa ancora più fitto se si conta il numero dei presenti. La legge dice che tutte le associazioni venatorie riconosciute devono essere evocate in giudizio. Se la FIDC ha difeso la legittimità delle quattro sigle colpite dalle PEC errate, all'appello mancano ancora due associazioni che devono essere convocate da zero.
Mentre le associazioni animaliste collezionano figuracce burocratiche perdendo i pezzi per strada, le AAVV dimostrano di non avere alcun coordinamento. Due sigle vengono cancellate dal radar e nessuno fiata; altre quattro ricevono PEC inesistenti e restano a guardare la Federcaccia che toglie le castagne dal fuoco a tutti. I cacciatori, sempre con i riflessi pronti e controllo del territorio, questa volta, davanti a un computer, sono rimasti tutti impietriti a guardare il vicino di casa che sparava l'unico colpo utile.
ARRIVEDERCI "A TUTTE" A SETTEMBRE.....