Il ricorso contro il Calendario Venatorio del Lazio per la stagione 2026/2026 si sta trasformando in una commedia dell'assurdo che mette a nudo tutte le fragilità del fronte venatorio. Le sigle animaliste e ambientaliste (Leal Odv, Green Impact, Pro Natura e Attivisti Gruppo Randagio) hanno chiesto l'annullamento di tutto: calendari, pareri ISPRA e atti regionali. Fin qui, la solita guerra a colpi di carte bollate.
Il TAR Lazio ha rinviato tutto al 2 settembre 2026 per un vizio di forma colossale: notifiche inviate a indirizzi PEC errati e...la FIDC, peraltro non citata nel giudizio, ha sollevato l'eccezione di illegittimità per le PEC errate inviate a Libera Caccia, Arcicaccia, Italacaccia ed Enalcaccia.
Viene da chiedersi: ma le AAVV dove stavano guardando? Possibile che in un momento così cruciale per la stagione venatoria, solo la FIDC si sia accorta che stavano notificando atti a indirizzi inesistenti? Questa "strana" solitudine della Federcaccia solleva un interrogativo malizioso: c'è un reale coordinamento tra i cacciatori o la FIDC gioca a fare la prima della classe per cannibalizzare le altre sigle?
Il dubbio diventa ancora più fitto se si conta il numero dei presenti. La legge dice che tutte le associazioni venatorie riconosciute devono essere evocate in giudizio. Se la FIDC ha difeso la legittimità delle quattro sigle colpite dalle PEC errate, all'appello mancano ancora due associazioni che devono essere convocate da zero.
Mentre le associazioni animaliste collezionano figuracce burocratiche perdendo i pezzi per strada, le AAVV dimostrano di non avere alcun coordinamento. Due sigle vengono cancellate dal radar e nessuno fiata; altre quattro ricevono PEC inesistenti e restano a guardare la Federcaccia che toglie le castagne dal fuoco a tutti. I cacciatori, sempre con i riflessi pronti e controllo del territorio, questa volta, davanti a un computer, sono rimasti tutti impietriti a guardare il vicino di casa che sparava l'unico colpo utile.
ARRIVEDERCI "A TUTTE" A SETTEMBRE.....