Il Senato ha approvato la riforma della legge sulla caccia con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti accogliendo 11 proposte di modifica presentate dall'Associazione per la Cultura Rurale. Dopo quasi 35 anni, le norme stabilite dalla legge 157 del 1992 vengono così riviste ed adeguate in un ottica di "governance della fauna" vicina alle esigenze del mondo agricolo e venatorio ma anche e soprattutto di pubblico interesse.
Il via libera è arrivato in un clima teso, sia dentro sia fuori dall’aula e mentre le opposizioni, che hanno ribattezzato il provvedimento «sparatutto», sostengono che la riforma ampli eccessivamente le maglie dell'attività venatoria, il disegno di legge – proposto dal capogruppo di FdI, Lucio Malan – raggiunge un primo importante traguardo incassando l'approvazione del testo con ampia soddisfazione del Presidente nazionale dell'Associazione per la Cultura Rurale, On. Sergio Berlato, che in una nota sottolinea come UNDICI proposte formulate da ACR siano state recepite ed approvate dall'Aula.
Con l’approvazione in Aula del ddl sulla fauna selvatica, il Senato dà una risposta attesa da anni da agricoltori, amministratori locali e comunità. Non una battaglia ideologica, quindi, ma grande volontà di affrontare problemi reali e crescenti, dai danni alle colture alle emergenze legate al sovrappopolamento di alcune specie.
Chi vive e lavora nelle aree rurali conosce queste criticità e sa che servono soluzioni concrete, non slogan e quando mancano gli argomenti, si preferisce alimentare la paura.
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